Progetti in corso

Scarpanō
Teatro e Metodi Attivi

PRESENTAZIONE ANNUALITA’ 2018/19
Ad uso e consumo dei nostri conduttori, dei partecipanti ai nostri laboratori e di chi è curioso…

ACTOR in FABULA
‘Un proliferare di fiabe’
Tra oralità, scrittura e società

 

Laboratori di Creazione Teatrale Cooperativa

 

Un testo è incompleto senza l’intervento di un lettore che, con la sua attività interpretativa, riempia di senso gli “spazi bianchi” di cui il testo è necessariamente intessuto.
(U. Eco, Lector in Fabula, 1979)

ACTOR in FABULA (AiF) è il titolo dell’annualità teatrale 2018/19 di Scarpanō Teatro e Metodi Attivi.
Prende le mosse da alcuni spunti, suggestioni e riflessioni che U. Eco traccia nel suo noto testo ‘Lector in fabula’ per adattarli alla scena teatrale e in particolare al lavoro dell’attore, per certi versi molto simile a quello del lettore descritto dallo stesso Eco.
Da teatrante mi è parso infatti naturale provare ad estendere il ragionamento che Eco fa partendo dall’analisi del rapporto tra il lettore e l’autore di un testo, anche al mondo del teatro e al rapporto complesso e articolato dell’attore non solo con un testo drammaturgico e la sua traduzione attorale, ma anche con la regia e con lo spettatore.
Poste queste premesse, un testo (drammaturgia d’autore) può risultare incompleto non solo senza l’intervento di un lettore, ma anche senza quello di un attore che, con la sua attività drammatica (drammaturgia d’attore), riempie di senso gli “spazi bianchi” che lo costellano per dar loro una forma suscettibile di poter essere messa in scena (drammaturgia della regia) di fronte a un pubblico (drammaturgia dello spettatore).
In effetti un testo “non è in grado di comunicare nulla, ma non è neppure in grado di significare alcunché in assenza di un interprete competente” (Eco, 1979).
Il significato infatti non è una proprietà intrinseca del testo, ma si situa tra il testo e le sue interpretazioni possibili, che per l’attore possono corrispondere al senso che quel testo ha per lui nel momento in cui, dopo averlo lavorato in laboratorio, cerca di farlo incontrare con uno spettatore dandogli un significato.
Di fatto un attore elabora il senso che sostiene tutte le sue azioni “ma è responsabile anche del significato, dovendo costruire il clima perché la narrazione si renda possibile.” (A. Scolari, in Università del Teatro Eurasiano, 1992, p.19).
Il senso è l’esito di una collaborazione tra testo e attore e risiede perciò nella tensione che si stabilisce tra i due, che può, talvolta, acquisire un significato o più significati che, una volta definiti e condivisi, possono uscire dalla logica del laboratorio per arrivare ad incontrare lo spettatore. Per questo ogni testo viene prodotto, affinché qualcuno lo attualizzi, “un testo vuole che qualcuno lo aiuti a funzionare.” (Eco, 1979).
Possiamo allora dire che ogni testo è strutturato in modo tale da lasciare un certo margine di manovra interpretativa che può prevedere anche l’attualizzazione dei suoi contenuti.
Attualizzando e dando forma a segmenti sempre più ampi di testo, l’attore inizia a sintetizzare i dati di cui dispone, siano essi offerti dalla letteratura così come dall’oralità o dalla scrittura, in sequenze di azioni ricavate da un proprio repertorio e tessute a quel testo, oppure prodotte ex novo appositamente per esso.
Il materiale ricavato dovrebbe così andare a comporre una propria partitura che dovrà poi essere sempre più raffinata, chiarita, pulita, un pò come si fa durante un processo di lavorazione di una pietra preziosa.
La partitura prodotta dal singolo attore (così come da una coppia, da un trio ecc.) dovrà poi, nel caso specifico del teatro di gruppo e corale, cooperare con altre partiture per andare a comporre l’evento teatrale, coordinato dalla regia (drammaturgia delle regia). La costruzione di questa partitura può sostanzialmente coincidere con la riproposizione attualizzata della fabula, o di una parte di essa, il cui formato dipende dall’iniziativa cooperativa del singolo attore con il suo testo e da quella degli attori tra di loro.
L’attore dunque è sollecitato a collaborare con il testo per arrivare a co-costruire, quasi sempre insieme ad altri compagni di lavoro, la fabula, intesa come insieme di azioni e di eventi che compongono una narrazione.
Actor in fabula!

Actor in fabula
Tra etica ed estetica: due pedagogie per un unico attore

Lavoreremo quest’anno su due binari paralleli che potranno e dovranno in corso d’opera contaminarsi e incontrarsi: il binario dell’attore estetico (attore affabulatore) e quello dell’attore etico (attore improvvisatore).
Partendo dal presupposto che ogni attore ha in sé una parte etico/estetica più o meno sviluppata, il lavoro che Actor in Fabula propone è proprio quello di andare a costruire una riflessione attiva e formativa su queste due istanze, per potenziarle e farle intrecciare.

Actor in Fabula
Un attore affabulatore tra narrazione, ri-scrittura e oralità

Così come ‘ciascun essere ha nell’universo dei libri un’ opera che lo trasforma in lettore, posto che il destino favorisca il loro incontro’ (A. Notomb), così ciascuno di noi ha nell’universo delle narrazioni una ‘fabula’ che lo trasforma in attore, poste le già citate conclusioni.
Scarpanō Teatro e Metodi Attivi con Actor in Fabula vuole favorire l’incontro di ciascun attore con la sua narrazione/intreccio (fiabesca, fantasy, mitica, rituale), sia essa tratta dal mondo della letteratura, dell’oralità o della scrittura personale. Da quest’incontro nascerà l’ingaggio creativo, un periodo di lavoro in cui l’attore, da solo o in piccolo gruppo, accompagnato dal conduttore del suo laboratorio di riferimento, si cimenterà con i quattro livelli drammaturgici per poter infine arrivare ad affabulare di fronte a un pubblico.
I lavori prodotti, saranno poi ulteriormente ‘intrecciati’ per andare a definire una rappresentazione comune collettiva e cooperativa rappresentabile sia in spazi teatrali convenzionali che non convenzionali.

Actor in fabula
Un attore pro-sociale, ovvero quando la fiaba diventa realtà

Actor in fabula non mira solo a perfezionare e migliorare il lavoro d’attore attraverso una riflessione attiva sulla fiaba intesa, per dirla con Calvino, come il catalogo dei destini umani, ma anche a rendere l’attore attento alla realtà che lo circonda, agli intrecci della vita, sensibile all’Altro, aperto al mondo, alla società: un attore prosociale.
In tal senso uno degli obiettivi del percorso posto in essere sarà proprio quello di facilitare l’emersione del fattore S-C (spontaneità/creatività) teorizzato agli inizi del secolo scorso da J.L. Moreno, a partire dalle sue prime sperimentazioni con lo Stegreiftheater di Vienna.
Il teatro infatti, indipendentemente dalle mutevoli tematiche che di volta in volta si trova ad affrontare, può trasformarsi in un ottimo congegno di educazione alla socialità e all’espressività, poiché all’interno di un gruppo teatrale vale l’idea che il tutto è più della somma delle parti, che valorizza cioè il singolo considerandolo però all’interno di un sistema complesso che ha delle regole ben precise e codificate. Proprio come in un’orchestra, in un coro, in una squadra.
In tal senso uno degli obiettivi del laboratorio è quello di far emergere e valorizzare l’attitudine alla prosocialità e alla cooperazione creativa, piuttosto che all’individualismo.
La spontaneità e la creatività sono infatti da intendersi come le due facce di una medesima medaglia, due distinte ma inscindibili ed essenziali attitudini della natura umana, e le più alte forme di intelligenza che l’uomo conosca. Il lavoro pedagogico e teatrale così impostato ha pertanto lo scopo di far crescere e sviluppare questo importante duplice fattore di crescita umana e artistica.

Actor in fabula
ORALATU’ una compagnia di teatro orale e spontaneo

Actor in fabula vuole connotarsi dunque anche come un laboratorio di teatro spontaneo e creativo il cui esito sarà quello di andare a costituire una vera e propria compagnia di attori di teatro spontaneo basato sull’oralità.
Prima della letteratura le storie venivano tramandate così, di bocca in bocca.
Oralatù vuole essere dunque una sfida per l’attore, un modo di stare in scena che prende linfa dal passato e dal presente, per orientarsi nel futuro.
Oralatù Compagnia di teatro orale e spontaneo, diventerà così uno spazio formativo continuo per l’attore, che si fonderà sulla messa in scena di un racconto orale nel qui e ora della narrazione, nel locus nascendi della fabula, portata in scena direttamente dal pubblico. Abbattendo in questo modo la famigerata ‘quarta parete’ e creando una dialettica costante tra pubblico e attori, si andrà ogni volta a comporre un’esperienza unica e irripetibile che potrà essere spesa non solo per rappresentazioni e performance con finalità estetico-espressiva, ma anche e soprattutto sociale.
Il lavoro dell’attore non viene più pertanto a configurarsi come atto estetico ma anche e soprattutto etico: un atto di servizio al singolo e alla comunità narrante in gioco.
La compagnia di teatro orale e spontaneo Oralatù diventerà così uno strumento al servizio della comunità per permettere alla comunità stessa di elaborare i piccoli e grandi conflitti e drammi che naturalmente ogni consorzio umano si trova ad affrontare nel proprio esistere.
Gli attori spontanei acquisiscono così tecniche specifiche spendibili sia in ambito espressivo artistico che socio-relazionale, finalizzate ad implementare le capacità empatico/espressive, per poter così arrivare infine a proporsi come specchi di questi drammi, dando loro rilevanza, visibilità e possibilità di essere esplicitati, trattati ed elaborati nel qui ed ora dello spazio scenico.
La formazione di questi attori verrà pertanto delegata a personale qualificato nella conduzione di gruppi e gruppi condotti con metodologie attive di intervento artistico e psicosociale.

Actor in Fabula
FORMAZIONE

Parallelamente ai suoi laboratori Scarpanō, fin dalle origini, ha sempre mantenuto viva una proposta di approfondimento teorico/pratico sull’arte dell’attore attraverso l’offerta di seminari/workshops/conferenze/incontri.
Anche con Actor in Fabula cercheremo di avviare percorsi di formazione sui due fronti che l’annualità ha aperto: quello dell’attore affabulatore e quello dell’attore improvvisatore.

AiF – Formazione
Per un attore/autore
Workshop di scrittura creativa finalizzato alla messa in scena

“Actor in Fabula, per un attore/autore” è un workshop di scrittura creativa finalizzato alla costruzione di un personale elaborato teatrale. A partire da un tema generale ‘dato’ , e decisamente vasto, qual’è quello della fiaba, verranno presentati dagli stessi formatori alcuni esempi di messa in scena teatrale, elaborati e prodotti sia singolarmente che in coppia. Il materiale mostrato verrà così analizzato e discusso a fini didattici.
Parallelamente a questa linea si avvierà una riflessioni sulle ‘fonti’ alle quali poter attingere per poter mettere ogni partecipante nelle condizioni di poter creare, sviluppare e comporre un proprio materiale teatrale. Il lavoro non ha ovviamente l’ambizione di formare scrittori e/o drammaturghi, ma di mettere l’attore nelle condizioni di sentirsi libero e capace di poter costruire da sé, secondo il principio dell’attore/autore, una propria e personale partitura drammaturgica su qualsiasi tema/argomento dato o scelto. Il workshop è condotto da Francesco Viletti e Valentina Cova e si rivolge a chi ha già un minimo di dimestichezza con il mondo del teatro e ha il desiderio di sviluppare le proprie potenzialità creative in ambito di scrittura scenica. Dunque non solo a chi già calca la scena, ma anche a chi la pensa e scrive, o vorrebbe scrivere, per essa.

Date e orari
Il workshop si svolgerà nei giorni di sabato 10 e domenica 11 novembre 2018, dalle 9.30 alle12.30, dalle 14.00 alle 17.00.

Costi
€ 70
€ 60 se ci si iscrive entro il 25/11/18

Luogo
Via Verdi 39, Vigevano (Pv)

Francesco Viletti e Valentina Cova sono i fondatori e i coordinatori dello spazio creativo Scarpanō Teatro e Metodi Attivi. Da diversi anni focalizzano il loro lavoro sulla ricerca, la stimolazione e lo sviluppo dei processi creativi ed espressivi in piccoli e medi gruppi e sull’utilizzo del ‘medium’ teatrale sia dal punto di vista performativo che psicosociale.

AiF – Formazione
Per un attore sociale, spontaneo e creativo

“Actor in Fabula, per un attore sociale, spontaneo e creativo” è un laboratorio di teatro sociale e creativo condotto da Luigi Dotti. Il progetto ‘Actor in Fabula’ in effetti non mira solo a perfezionare e migliorare il lavoro d’attore, ma anche a rendere quest’ultimo attento alla realtà che lo circonda, agli intrecci della vita, sensibile all’Altro, aperto al mondo, alla società: un attore pro-sociale, spontaneo e creativo, appunto. Si rivolge pertanto ad attori, a professionisti dell’area della cura, della relazione e delle arti espressive (musicisti, musicoterapeuti, disegnatori/illustratori, danzatori ecc.), a studenti dell’area socio-pedagogica e, soprattutto, a persone che hanno il desiderio di mettersi in gioco scegliendo il teatro come mezzo di crescita personale, umana e artistica.

Maggiori info: https://www.scarpano.it/articoli/articoli-teatro/2018-19-actor-in-fabula/

Date
24/11/18
02/01/19
09/03/19
13/04/19

Orari
dalle 9.30 alle 12.30,
dalle 14.00 alle 17.30.

Costi
€ 240
€ 215 se ci si iscrive entro il 26/10/18
€ 200 per chi è già iscritto ai nostri laboratori
€ 190 per i soci di Scarpanō Teatro e Metodi Attivi – Associazione Culturale

Luigi Dotti è uno psicologo psicoterapeuta, direttore/regista di psicodramma e playback theatre, membro dell’ I.A.G.P. (International Association of Group Psychotherapy and Group Processes), dell’ A.I.Psi.M. (Associazione Italiana Psicodrammatisti Moreniani) e dell’ I.P.T.N. (International Playback Theatre Network). Dal 2014 Accredited Playback Theatre Trainer (APTT) del Centre of Playback Theater di New York.

OUT of Actor in Fabula
Once Upon a Time
Rassegna Teatrale di Scarpanō 2018/19

Un altro obiettivo di Actor in fabula è quello di far attraversare Scarpanō da altre realtà artistiche non solo teatrali per promuovere incontri e far nascere nuove storie. Nasce così, in collaborazione con Scarpanō Teatro e Metodi Attivi – ASSOCIAZIONE CULTURALE, OUT of Actor in Fabula – Once Upon a Time. Una rassegna teatrale aperta (singoli artisti, compagnie di teatro di ricerca, narrazione, sperimentale, teatro di strada, teatro ragazzi, compagnie di danza ecc. , di teatro sociale ecc.) che mira a coinvolgere artisti e gruppi provenienti da molto vicino ma anche da… molto, molto lontano, che abbiano il desiderio e mostrare il loro lavoro al nostro piccolo e accogliente spazio. E condividerlo.

Actor in Fabula
Tempi

I nostri laboratori iniziano, come sempre, la prima settimana di ottobre e terminano solitamente a maggio/giugno).
Per maggiori informazioni in merito scrivere a:
valentina.cova@icloud.com.
Oppure telefonare al numero:
333 4181867

Anche quest’anno dunque il nostro gruppo di lavoro vi invita a lasciare la vostra impronta e a prendere parte ai nostri laboratori per poter fare un’esperienza teatrale a nostro avviso unica e, speriamo, indimenticabile.

A presto!

PS: per maggiori chiarimenti su questa presentazione, per segnalare eventuali errori o inesattezze in essa contenuti, o semplicemente per scambiare opinioni e pareri in merito, potete scrivere al seguente indirizzo mail: francesco.viletti@gmail.com

 

 

 

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