
PRESENTAZIONE: Che cos’è uno ‘servizio di Spazio Neutro’? Quando nasce? Chi lo ha ‘inventato’? A cosa serve? Verso la fine degli anni Ottanta del Novecento la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo redatta a New York nel 1989 sancisce, all’articolo nove, il diritto del bambino “separato da uno o da entrambi i genitori a mantenere relazioni personali e contatti diretti in modo regolare con entrambi i genitori, salvo quando ciò è contrario al suo maggior interesse”. In seguito a questo forte stimolo, in molti Stati si sono organizzate nuove forme di intervento psicosociale destinate a minori e adulti per facilitare l’esercizio del diritto di visita in caso di separazione/divorzio, o in occasione di allontanamento temporaneo del figlio dal suo nucleo familiare. Il servizio di “Spazio Neutro” nasce in Italia nel 1993 come progetto sperimentale centrato sul tema della genitorialità, voluto dai Settori dei Servizi Sociali dell’Amministrazione Comunale e Provinciale di Milano, oggi Città Metropolitana. Da allora ha iniziato a definirsi, perfezionare il suo modus operandi, pubblicare i suoi ‘Quaderni’, tracciare le sue ‘Linee Guida’. Racconteremo quindi la storia della nascita di un Servizio di Tutela Minori, della sua crescita e del suo sviluppo, fino ai giorni nostri. Un racconto ‘in contrappunto’ che segue le orme di una piccola bambina obbligata, suo malgrado, ad entrare nel suo personale, intricato, talvolta inquietante, bosco familiare, dentro il quale il male assoluto diventa ‘lupo’, dal quale decide di difendersi erigendo un alto muro. Ma sarà poi veramente così ‘cattivo’?
NOTE DI REGIA E OBIETTIVI: “Lo Spazio Neutro, il racconto delle stanze” è un testo/audiolibro e uno spettacolo teatrale, con una messa in scena pensata sia per spazi convenzionali che non convenzionali. La narrazione può, a seconda delle esigenze e delle disponibilità della committenza, essere eseguita a una, due, tre voci. Le questioni e le domande che la storia veicola e pone sono rivolte a chi desidera conoscere più approfonditamente questo Servizio e la sua storia, così come agli addetti ai lavori (assistenti sociali, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, educatori, giudici, avvocati, curatori speciali dei minori, consulenti tecnici d’ufficio e di parte, dirigenti, assessori ecc.). L’obiettivo che si prefigge è duplice: divulgativo e generativo. Se da una parte il testo contestualizza anche storicamente, questo specifico servizio lasciandone intravedere la metodologia che lo muove e lo anima, dall’altra si ripropone di generare una riflessione a lungo raggio sul particolare, delicato e sempre più scottante tema del ‘best interest of the child’ a partire proprio dalla nodale questione del ‘diritto di visita e di relazione tra figli/e e genitori’ e di quello, più generale, relativo allo stato dell’arte del nostro attuale, e sempre più precario, sistema di Welfare, nella sua duplice accezione di Stato Sociale e di Diritto.
TEATRO E FORMAZIONE: “Lo Spazio Neutro o il racconto delle stanze” nella sua triplice veste di testo, audiolibro e spettacolo, si ripropone di essere un efficace e multimediale strumento per avviare momenti formativi e aggregativi. Al termine della fruizione è possibile infatti accedere a un prezioso ‘question time’ direttamente con l’autore del testo e con Paola Dallanegra, ex ideatrice e responsabile del Tavolo di Coordinamento degli Spazi Neutri di Milano e Provincia, già Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, nonché supervisore drammaturgico del testo. “Lo Spazio Neutro o il racconto delle stanze” diventa così lo stimolo ideale per generare una prima riflessione comune e avviare, conseguentemente, eventuali percorsi e laboratori formativi specifici, ivi compresa la supervisione, in grado di porre l’attenzione sui temi e le questioni che la narrazione affronta e veicola.
EVENTI COLLATERALI: “Lo Spazio Neutro o il racconto delle stanze” è uno spettacolo che può dare avvio a eventi specifici (convegni, seminari, conferenze, dibattiti pubblici ecc.) aperti ai differenti attori istituzionali (Comuni, Sevizi Specialistici, Tribunali Ordinari-Minori-Famiglia, professioni ordinistiche che trattano direttamente o indirettamente la tutela minorile e il diritto di famiglia ) e alle realtà operative nei differenti ambiti distrettuali e consortili, (cooperative, comunità, case rifugio, associazioni ecc.), oltre che a tutte quelle realtà territoriali interessate a promuovere e rafforzare un capillare lavoro di rete “interistituzionale e sinergico” in grado di costruire una cultura condivisa delle ‘buone prassi’ da adottare tra Servizi Specialistici nella gestione dell’alta conflittualità e della violenza intrafamigliare, così da poterne prevenire gli effetti, spesso purtroppo nefasti, sui singoli minori, sulle loro famiglie e sulla collettività.
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