Margherita e William

Margherita & William (04/07/13)

Margherita Hack è stata un fiore raro dell’umanità. Un stella del nord e del sud anche per chi, come me, faceva fatica ad orientare le sue scelte nella vita, incapace com’ero di guardare il cielo.

Mi ha insegnato anche questo. A farmi alzare la testa, a saper dire no, ad andare contro, quando necessario, al sapere costituito. Una maestra, una scienziata, un’intellettuale. Non se se anche la sua vita, come quella di tutte le persone, abbia avuto dei buchi neri, e se ci sono stati, ecco, sono sicuro che anche loro avranno contribuito a forgiarla, a dare vita al suo universo. Qualche giornio fa Alessia, in riunione, ci ha menzionato la sua morte. Due sere dopo, a tavola, chiacchierando, ho sentito dire da Luisa che al festival ‘Collisioni’ di Barolo, Revelli ne avrebbe fatto l’elogio funebre. Credo che abbia ragione lui. Credo che persone così non basti omaggiarle solo nel momento del congedo. Meritano di più, chiedono di più. Da teatrante penso vada colto lo spunto, condiviso e, a modo nostro, rafforzato.

Per questo mi ritrovo qui a scrivervi. Margherita ci ha lanciato un segnale dal suo universo tutt’altro che morto e ancora in espansione, come il nostro. Dedicherei a lei il lavoro della prossima annualità di Scarpanò. Sarà il nostro bosone di Hack, particella unificante che ci traghetterà al di fuori di questo momento decisionale che ogni anno dobbiamo e vogliamo affrontare.

Anfitriona del Bardo, porterà tutti noi ad indagare le stelle per scoprire, magari e infine, che davvero siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e delle costellazioni.

Era l’anello mancante di questo che potrebbe diventare un progetto biennale che ci porterà nel giugno del 2015 a mettere in scena l’universo onirico di Shakespeare con tredici pianeti ruotanti e vivi e pulsanti; magari addirittura riuscendo nell’impresa di usare dentro il ‘Sogno’, cori, canti, scene, movimenti e azioni, suoni, luci dell’universo cosmico di Margherita. Suono di fondo, drammaturgia nascosta, eco lontana dell’esplosione primordiale.

Ogni volta è un big bang, ogni volta è un miraggio.

Ci ha insegnato Nin Scolari, altro maestro che omaggeremo un giorno con uno spettacolo, che “… il miraggio è un pensiero, un’idea che ti permette di guardare lontano, di spostarti da te e dalle tue conoscenze, di individuare una strada che ti colleghi a lui. Sono importanti tutte e tre le fasi: la prima ti fa lasciare ciò che già conosci e, sulla scorta di questo, intraprendere la ricerca; la seconda ti obbliga a mettere in campo tutte le tue abilità reinventandoti di volta in volta per costruirla; la terza fase, che non si realizzerà mai perché il Miraggio è inconsistente, è quella di raggiungerlo….. il suo unico scopo è quello di metterti in moto, di farti percorrere una strada che resti indelebile sulla terra perché qualcun altro possa percorrerla e, attraversandola, pensi: “guarda, di qua è passato qualcuno” senza accorgersi che il suo cammino porta un contributo alla ragnatela di strade che guidano le vite…”.

Mi piacerebbe poter condividere questo miraggio di Margherita e William insieme a voi. Nin e il suo lessico, sono sicuro, ci accompagneranno.

Allora buon lavoro a chi aderirà, con l’augurio che, come sempre, la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze…